Crossfit S1

Dal Blog

homer-simpson-articolo-crossfit-bambini

Sport e bambini: diario di bordo di un disperato!

Di Alessandro Loi

“Li ucciderò tutti…”

…ecco quello che penso quando alleno i bambini al box. Dannazione mi rendo proprio conto di non saperci fare. Non fa parte di me, non riesco a relazionarmi con dei mocciosi che non sono ancora in grado di compiere ragionamenti complessi. Eppure……..riesco a fare una buona impressione in chi mi osserva da fuori. E anche un buon lavoro visto che, ottengo riscontro, sia dai miglioramenti dei bambini che dalle facce stupite degli adulti, che li guardano aspettando che inizi il loro turno. Avrei voluto scrivere un trattato della serie “guida di sopravvivenza alle nuove generazioni”, ma in questo periodo son pigro per cui preferisco deviare verso argomentazioni più serie, quali: “perché dovremmo mandare nostro figlio da te, visto queste premesse?”. O ancora: “perché nostro figlio dovrebbe fare Crossfit?!!”. Bene la risposta alla prima domanda è (rullo di tamburi)…..non è un mio problema! Affari vostri…

Per la seconda invece ci arriveremo, anche se per me, potrebbero fare quello che vogliono, basta che lo facciano.

In questi mesi mi sono reso conto, e sto parlando in un quadro generale, dei cambiamenti a livello generazionale dei “nuovi bambini” (si lo so che è scontato, ma fidatevi, quando ci sbattete il muso in prima persona è un altra cosa), e soprattutto del mantenimento delle buone vecchie abitudini da parte dei genitori (quelle sono proprio dure a morire eh) e delle istituzioni (scuola, sanità, ecc..), all’interno delle quali non è minimamente presente la “cultura” del corpo, il concepire un attività fisica e una alimentazione sana, come parte integrante dello sviluppo di un bambino e poi, di un adolescente. Ecco che avremo allora:

  • generazioni ultra tecnologiche, sempre più da “divano”, e che si nutrono sempre più di schifezze;
  • genitori che continuano a non essere informati nonostante ne abbiano tutte le possibilità (basta un cellulare);
  • il classico medico/fisioterapista/amico di famiglia o parente che “ne sa”, che manda a puttane tutto il tuo lavoro perché quello che il “povero infante” fa, al di fuori del camminare e impugnare una forchetta sembrerebbe quasi letale. Per cui indirizza il malcapitato ragazzino al classico nuoto, con l’ altrettanto classica frase “è uno sport completo”. Per inciso io ho fatto nuoto 8 anni e non ho nulla da obiettare se quella è una scelta personale, NON imposta. In altri casi vi meritate un bel: “avete rotto il cazzo!”. Aggiornatevi e guardate avanti;
  • le solite due ore di educazione fisica a settimana, dove il massimo dell’attività è giocare a calcio in 30, in una palestra scolastica di 40 mq;
  • o ancora, una società dove è plausibile mandare un bambino a scuola, carico come un mulo (magari con tanto di zaino ad una spalla) per rimanere seduto, storto, per 5 o più ore al giorno e per 6 giorni su 7.

Ma………..non è concepibile far fare allo stesso 20 squat alla settimana con bilanciere da 15 kg (con tecnica corretta ovviamente) perché sennò potrebbe rimanere in sedia a rotelle per esplosioni vertebrali multiple, o perché, e questo è un classico, “gli blocca la crescita”.

E qua mi sorge il dubbio…….volevo fare una guida di sopravvivenza ai bambini, ma forse sarebbe il caso di scrivere un’ opera intitolata “guida di sopravvivenza dagli adulti cretini”.

Ma forse è per questo che ho un approccio “diverso” quando alleno quei nani. Vedo una specie di complotto per la realizzazione di tutto ciò che io reputo inconcepibile. E ne sento la responsabilità. E ogni giorno che sono con loro provo sempre a trasmettere un minimo delle mie conoscenze e della mia passione. Perché il diritto allo sport e quindi alla salute….deve diventare passione per lo sport.

Con un impegno da parte di tutti. Altrimenti è solo una perdita di tempo. Ricordiamoci che i bambini fanno ciò che vedono.

Per cui potrebbe scattare una repulsione verso lo sport in generale, perché i bambini tendono a emulare i genitori e le persone che gli stanno a fianco nel quotidiano. Se un genitore è sedentario, sovrappeso, fumatore ecc. ogni suo proposito di avviare il figlio allo sport rischia di andare in frantumi, per il semplice fatto che il bambino “non capisce” il valore che il genitore tenta di trasmettergli senza, a sua volta, viverlo. Questo giusto per ricordare che il ruolo dei genitori deve essere messo in primo piano. Io lavoro bene solo se loro mi mettono nella condizione di farlo.

Conclusa questa piccola parentesi etica, andiamo a vedere dei dati che ci accompagneranno in modo sintetico verso la risposta alla seconda domanda, sotterrando le super-cazzole da bar che ancora si trasmettono oralmente, quando si ha a che fare con attività al di fuori delle classiche (calcio, basket, ecc…)

Stampiamoceli in testa:

La sedentarietà e l’obesità sono un problema molto diffuso tra i bambini della nostra società, Circa il 4% di tutti i bambini d’Europa è affetto da obesità e il 25-50% di questi mantiene l’eccesso ponderale anche in età adulta, sviluppando precoci situazioni patologiche. E’ ormai comprovato che l’esercizio fisico può risolvere buona parte di questi problemi. “

“Un programma corretto di allenamento della forza non ha effetti negativi sulla crescita lineare, sulle cartilagini d’accrescimento e il sistema cardiocircolatorio

( US Consumer Product Safety Commissions National Electronic Iniury Surveillance System, sistema di controllo per la sicurezza dei prodotti di consumo che raccoglie dati sui danni e lesioni di pesi liberi, macchine, tubi e fasce elastiche in 1000 pronto soccorso ). Sul totale degli infortuni registrati per tutte le attività sportive tra il 1978 e il 1998, solo lo 0,7% proviene da attività sportive con sovraccarichi, mentre i giochi sportivi coprono oltre il 35% degli infortuni. Inoltre la maggior parte degli incidenti riferiti durante allenamenti di forza sono avvenuti in ambiente domestico o per una cattiva utilizzazione di macchine o pesi liberi (Guy, Micheli 2001).

Inoltre i pochi dati disponibili indicano che l’allenamento con i sovraccarichi porta ad un aumento delle IGF-1 e che non vi sono effetti negativi sulla crescita (Blimkie, 1993).

Infine, quando l’allenamento è supervisionato da un istruttore esperto non sono stati riportati danni, in particolare alle cartilagini di accrescimento (Behm et al., 2008)”


Rapporto traumi/ore di pratica attività

Sport Rischi di danni o lesioni Quanto più pericoloso dell’allenamento alla forza?
Allenamento della forza 0,0035 / 100 ore di pratica
Sollevamenti massimali 0,0017 / 10 ore di pratica
Calcio 6,20 / 1 ora di pratica 1500 volte più pericoloso
Basket 1,03 / 1 ora di pratica 800 volte

Ecco…..in queste quattro righe si parla principalmente di forza e di allenamento con sovraccarichi, e delle conseguenze di una pratica assidua, di discipline legate ad un peso.

Tradotto: i pesi fanno male ai bambini/ragazzini se somministrati nel modo corretto?

NO

Una buona percentuale del lavoro eseguito, durante una lezione di Crossfit, adulti e bambini in modo differente (e differenti modalità/esercizi/carichi in base all’età), è composta dall’utilizzo di un sovraccarico (bilancieri, wall ball/palle mediche, kettlebell, bumpers, ecc.).

Per cui aggiornando la domanda: il Crossfit, avendo una forte componente di esercizi con sovraccarico, può fare male ai bambini/ragazzini, se somministrato nel modo corretto?

NO

Tutto questo casino, per arrivare semplicemente e in modo deduttivo, alla conclusione che: non muore nessuno ad utilizzare in un programma ragionevole, dei sovraccarichi in modo ragionevole.

E comunque non ci sono evidenze, sul fatto che possa arrecare dei danni sul lungo termine ai bambini.

Come avrete capito io mi occupo di pesistica, per cui ho dato la priorità a questo genere di informazioni, proprio per levarmi qualche sassolino dalla scarpa. Essendo in prima linea per sradicare queste perle di disinformazione, mi sentivo in obbligo a partire da questa tematica, ma come avrete notato, il primo dato che ho messo, riguarda la sedentarietà e l’ obesità. Non è a caso.

L’ Italia risulta essere il paese più sedentario in Europa, e 1 bambino su 4, risulta essere sovrappeso.

Tornando al discorso di prima……”se c’è da trovare un colpevole, basta solo guardarsi allo specchio”.

Ecco dove stiamo andando. Verso un ipotetico disastro. E basterebbe così poco….

Basterebbe lo sport; diciamo che la maggior parte andrebbero bene, bisognerebbe solo farlo in modo continuativo. Riallacciandomi alla seconda, fondamentale, questione del “perché dovrebbe fare Crossfit?” rispondo…..non dovrebbe. Dovrebbe fare quello che gli piace fare. Solo che in più, probabilmente, sia che faccia già uno sport, che non abbia ancora iniziato, NON troverà mai niente di più completo di un attività ibrida, come è per esempio quella proposta dal Crossfit. Aggiungere una preparazione aspecifica come questa è assolutamente il modo migliore per far crescere in piena salute, sia bambini che praticano un altro sport (dai non saranno due ore in più di “allenamento” a farlo andare male a scuola), sia bambini sedentari (in quel caso consiglierei tre giorni anziché due, per un totale di “ben” tre ore quindi). E questo perché comunque il tipo di lavoro svolto è veramente a 360°:

  • corsa, vogatori e corda;
  • scatti, balzi e corpo libero, sia a terra che alla sbarra;
  • i tanto temuti “pesi”, con tanto lavoro tecnico eseguito con tubi di pvc da 150 grammi circa;
  • i lavori di propriocezione e di reattività tipici di tutti gli sport di squadra;
  • …..e ovviamente una parte ludica di “cazzeggio”

Tutto compresso, ciclicamente (mica si può fare tutto in una lezione), in un mese di allenamento.

Ecco dunque che avremo, un allenamento totale, con miglioramenti sia di natura coordinativa, che di quella condizionale. Con tutti i benefici del caso. Insomma una attività che dona delle basi generali, in grado non solo di avere dei benefici sul piano della salute, ma anche di creare ,si spera, sportivi in grado di avere qualità motorie superiori.

E non perché poi si debba per forza intraprendere una carriera agonistica in questa disciplina, ma per il semplice fatto che il bagaglio tecnico, fisico e motorio acquisito, porterà ad avere dei livelli di partenza che alzeranno notevolmente l’ asticella della qualità dei futuri atleti.

Per cui tirando un attimo le somme……in realtà……. non ci sono motivazioni per non fare Crossfit.

Solo, bisognerebbe rispettare di più i bambini come individui, e valutare attentamente assieme ai genitori la strada da percorrere. In fin dei conti è questa la cosa importante nello sport come nella vita: trovare una strada.

bambini che ascoltano le spiegazioni del coach                                         bambini disposti a cerchio che ascoltano le spiegazioni del coach

DA UN DIALOGO REALMENTE AVVENUTO:

Marta (5 anni): “ho paura!!!”

Io: “di cosa? di saltare? Ma ci sono io! Che paura hai?”

Marta: “mmmmmhhhhh”

Io: “e va bene…facciamo così: mi metto proprio davanti a te e se cadi ti prendo. Devi solo avere

fiducia…. “

Marta: “…”

Io: “Ti fidi di di me Marta?”

Marta: “Si.” …[salta]…

Marta quel giorno ha saltato da terra, da sola e senza aiuto, sopra 5 dischi gommati:due da 15, uno da 20 e due da 25. Gliel’ho fatto scrivere ( ha appena imparato e visto che ci sono mi diverto pure a fare il maestrino) su un foglio di carta che ho conservato. Così la prossima volta che salterà, saprà quanto era riuscita a fare e non avrà più paura.

Foto-testimonianza-Crossfit-bambini

…in fondo…a volte…penso che non riuscirei ad ammazzarli………..

 

Condividi

Have your say

copertina (1)

Scarica GRATIS la guida "CROSSFIT SEMPLICE"

Grazie per esserti iscritto!